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L'oliveto
di Masseria Marrocco
L’olio extravergine d’oliva “Marrocco” prodotto nell’autunno 2006 è
stato ottenuto dagli olivi della varietà leccino e frantoio della
particella 821 (Fg 1 Grottaglie ) della Masseria Marrocco proprietà
della famiglia Bruno dal 1997.
La masseria è situata ai piedi della murgia tarantina, all’estremo
limite del territorio di Grottaglie al confine con i comuni di Crispiano e
Martina Franca in un area particolarmente vocata per l’olivicoltura
e la viticoltura.
L’azione mitigatrice del mare, il terreno limoso argilloso e la
presenza di una falda superficiale che sopperisce alla carenza di
acqua nei mesi estivi, garantiscono condizioni ideali per
l'olivicoltura.
Impianto dell’oliveto
L’oliveto è stato impiantato nel 1997 con piante autoradicate,
partendo da cloni di Leccino e Frantoio che hanno dimostrato un buon
adattamento alle condizioni climatiche della zona.
La forma di allevamento adottata è il vaso impostato su 2 branche
principali che si diramano dal tronco ad una altezza di 60-80cm, il
sesto d’impianto è 6m x 6. Raccolta.

Foto:
Dottore P. Gallone,
Agronomo fitopatologo consulente dell'azienda Bruno


Foto:
centro aziendale masseria Seppunisi in agro di Ceglie Messapico
a confine Sud-Est della Murgia dei Trulli
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Conduzione agronomica
dell’oliveto
Il controllo delle avversità fitopatologiche dell’oliveto
(mosca dell’olivo, tignola, occhio di pavone, rinchite e margaronia)
avviene secondo i criteri della lotta integrata: sebbene esista un
protocollo di massima dei trattamenti chimici da eseguire, l’oliveto
è costantemente monitorato da un agronomo-fitopatologo, ciò consente
di controllare le avversità con un numero limitato di trattamenti
chimici, eseguiti rispettando i tempi di carenze dei prodotti
chimici impiegati e con dosi di fitofarmaci molto ridotte. Tutto ciò
garantisce l’assenza di residui di fitofarmaci nell’olio, (la
ricerca dei residui di fitofarmaci eseguita su un campione di
olio-2006 ha dato esito negativo, si evidenziano solo tracce di
rame, P.A. consentito in agricoltura biologica).
Le lavorazioni del terreno sono ispirate all’antica
tradizione dell’aridocoltura, praticata nelle regioni del sud Italia
sin dai tempi antichi: Lo stato superficiale del terreno viene
lavorato con aratri a disco al fine di favorire la penetrazione
delle acque piovane in inverno, mentre in estate lo strato di
terreno arato funge da pacciamatura impedendo la risalita capillare
dell’acqua contenuta negli stati più profondi del terreno. Questo
tipo di conduzione del terreno non prevede l’uso di disserbanti in
nessuna fase del ciclo produttivo, né per agevolare la raccolta.
L’oliveto è concimato interrando concimi chimici nel periodo
invernale e letame a fine estate.

Foto:
concimazione con letame nel periodo estivo
Tutto quanto descritto in questo paragrafo è certificata dal
“quaderno di campagna” un registro che riporta analiticamente tutti
gli interventi eseguiti sulle colture presenti in azienda, completo
di documenti fiscali. Il quaderno di campagna è ispezionabile dalle
autorità competenti e da quanti ne facciano richiesta con una e-mail
all’info@perigolosi.it, specificando le ragioni della richiesta.
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La raccoltaLa
raccolta manuale è stata svolta nel corso della prima metà di
novembre, quando le olive erano in fase di invaiatura avanzata, per
far si che l’olio esprimesse al meglio le caratteristiche
varietali: sapore morbido, assenza del sapore piccante, aroma di
mandorla dolce ed erba appena raccolta.
La forma di allevamento anzi descritta e il sesto scelto hanno
consentito, da quest’anno (2006), di applicare uno scuotitore ad
ombrello rovescio che ha agevolato le operazioni di raccolta.
Le olive sono state raccolte direttamente dall’albero mediante
vibrazione della chioma (applicata con scuotitori meccanici) e
abbacchiatura manuale.
Le olive, cadute sulle reti, sono state riversate in cassoni da 3q,
e trasportate al frantoio, lo stesso giorno della raccolta.
L’integrazione dei sistemi di raccolta ha consentito di raccogliere
tutto il frutto pendente in un unico passaggio. Le poche olive
cadute sul terreno non sono state raccolte.

Foto:
raccolta mediate
vibrazione della chimoa e abbacchiatura manuale
Al termine di ogni giornata di raccolta le olive sono state
conferite alla cooperativa U.P.A.L, di Cisternino dove sono state
trasformate in olio entro le 48 ore dal conferimento mediante
centrifugazione a bassa temperatura.

Certificato di analisi dell'olio Marrocco:
Analisi effettuate dal
laboratorio chimico SCA (Mesagne Br) inerenti acidità, perossidi,
residui di fitofarmaci.
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